Boom di consumo di antibiotici per la batteriuria asintomatica.

BOOM DI ANTIBIOTICI

Il 70% dei medici di base ha riferito in un sondaggio che, basandosi esclusivamente su un campione di urina positivo, prescriverebbe ancora antibiotici per trattare infezioni asintomatiche. Secondo un nuovo studio condotto dai ricercatori della University of Maryland School of Medicine (UMSOM), le linee guida che da tempo raccomandano di non adottare questa pratica verrebbero quindi in gran parte non rispettate.
Dal 2005, le società mediche si sono espresse contro l’uso di routine di antibiotici per trattare i pazienti che presentano batteri rilevati in un’urinocoltura, ma non sintomi di infezione del tratto urinario, come bruciore o minzione frequente. Prove schiaccianti indicano che questii farmaci non sono utili per i pazienti asintomatici e possono portare a effetti avversi come diarrea, vomito, eruzioni cutanee e infezioni da lievito. In rari casi, gli antibiotici possono causare la morte a causa della crescita eccessiva del pericoloso batterio C. difficile nel colon. L’uso eccessivo di questi farmaci ha anche contribuito all’aumento delle infezioni batteriche resistenti agli antibiotici, difficili da trattare e talvolta mortali.

I medici di famiglia più propensi a prescrivere antibiotici non necessari

Nello studio, i ricercatori dell’UMSOM hanno intervistato 723 medici del Texas, del Mid-Atlantic e del Pacific Northwest in merito al loro approccio a un ipotetico paziente con batteriuria asintomatica. I 551 intervistati che hanno risposto a tutte le domande comprendevano 288 medici specializzandi, 202 medici di famiglia e 61 medici esperti. Complessivamente, 392 su 551 (71%) hanno dichiarato che avrebbero prescritto un antibiotico per il paziente descritto nello scenario. In media, gli intervistati che hanno dichiarato che avrebbero prescritto antibiotici hanno stimato una probabilità di UTI del 90%. I medici di famiglia avevano maggiori probabilità di prescrivere antibiotici senza necessità rispetto agli altri specialisti.
Secondo gli autori dello studio, i risultati dell’indagine riflettono probabilmente lacune nelle conoscenze, differenze regionali nella cultura sanitaria che possono influenzare la prescrizione di antibiotici inappropriati e gli atteggiamenti dei medici.

Un programma educativo per frenare la sovraprescrizione di antibiotici

“Questi risultati suggeriscono che la campagna Choosing Wisely, che raccomanda di evitare il trattamento antibiotico per la batteriuria asintomatica, non ha avuto un impatto negli Stati Uniti e che alcuni tipi di medici sono più propensi di altri a ignorare le linee guida e a prescrivere antibiotici”, scrivono gli autori, aggiungendo che i futuri interventi per ridurre il trattamento non necessario della batteriuria asintomatica dovrebbero prendere in considerazione la cultura, gli atteggiamenti e le caratteristiche dei medici.
Una strategia per cambiare questa pratica potrebbe essere un programma di educazione rivolto ai medici che attribuiscono un’alta priorità al trattamento solo per essere certi di non perdere una possibile infezione, hanno detto i ricercatori. Tra i possibili accorgimenti, ad esempio, ci potrebbe essere riformulare la dicitura “trattamento non necessario” con gli antibiotici in “trattamento potenzialmente dannoso” con gli antibiotici – questo potrebbe aiutare a frenare la tendenza alla sovraprescrizione.

Fonte: Baghdadi JD, Korenstein D, Pineles L, et al. Exploration of Primary Care Clinician Attitudes and Cognitive Characteristics Associated With Prescribing Antibiotics for Asymptomatic Bacteriuria. JAMA Netw Open. 2022;5(5):e2214268. doi:10.1001/jamanetworkopen.2022.14268

Testo: Amedeo Cutuli – Copyrights Testo: Esanum.it

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